Milano, detenuto evaso a Natale torna in carcere: ne mancano 4

Sono fuggiti in sette dal carcere minorile Cesare Beccaria di Milano sfruttando i lavori in corso ormai da oltre un decennio pare ma alcuni sono già stati fatti rientrare. All’appello manca ancora qualcuno però

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Carcere (foto unsplash – italnews24.it)

Era il 25 dicembre quando sette detenuti del Cesare Beccaria, alcuni minorenni altri maggiorenni, sono riusciti a lasciare il carcere rompendo senza troppo sforzo le protezioni in legno che da anni delimitano la zona del cantiere che si trova dentrio l’istituto correttivo minorile. Due dei fuggiaschi erano stati rintracciati quasi subito mentre un altro è rientrato solo ieri.

Ora restano da ritrovare gli altri quattro che mancano. i posti di blocco proseguono in tutta la città mentre don Rigoldi, cappellano del Beccaria, spera di ricevere dai ragazzi in fuga una telefonata per aiutarli e riaccompagnarli. Lo stesso cappellano spera anche che questa vicenda possa finalmente portare all’attenzione del nuovo Ministro la situazione del carcere minorile di Milano passato dall’essere un modello in tutta Europa a un cantiere senza una guida.

Torna in carcere dopo l’evasione di Milano a Natale

La dinamica della fuga dal carcere dei sette detenuti, cinque italiani un marocchino e un equadoregno, sembra uscita da qualche film. Uno si sarebbe infatti calato con le lenzuola e tutti avrebbero sfruttato il cantiere che da 16 anni si protrae nel carcere, rompendo le protezioni di legno marcite per uscire. Dopo la fuga è scoppiata anche una piccola rivolta che ha portato all’incendio di una parte dell’istituto correttivo di Milano, che risulta ora inagibile, e al ricovero d iquattro agenti intossicati dal fumo.

Don Rigoldi, cappellano da sempre del Beccaria, ora spera che arrivi finalmente qualcuno al Beccaria, ma non un altro facente funzioni abituato magari a lavorare e a dirigere gli istituti per adulti ma qualcuno con la formazione giusta per riportare al Cesare Beccaria la serenità e la guida sicura che manca da troppo tempo, come sottolineato anche da Francesco Maisto, garante dei detenuti del Comune. Maisto è convinto che questa  sia una “spacconata impulsiva”, segno di un malessere diffuso.

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Gli istituti minorili, secondo i dati di Agi agenzia di stampa ospitano in realtà ragazzi che hannop un ‘età che va ben oltre i 18 anni e arriva anche a 25 anni. E questa fascia di età così ampia rischia di creare sempre più situazioni di disagio e casi come l’evasione di Natale.

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