Roma, morta quarta vittima della sparatoia avvenuta domenica

Il bilancio già tragico della strage avvenuta durante la riunione di condominio nel quartiere Fidene di Roma si allunga: Morta una quarta donna

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Ospedale Sant’Andrea (foto Facebook)

Domenica scorsa nel bar della zona Fidene di Roma una riunione di condominio di proprietari di case di un comprensorio sul Lago del Turano si è trasformata in una tragedia. Un uomo di 57 anni ha infatti esploso diversi colpi d’arma da fuoco con una Glock trafugata dal poligono di tiro di Tor di Quinto e ha ucciso tre donne ferendo alla testa una quarta donna.

Questa quarta donna era stata ricoverata presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma in gravissime condizioni ed è stata oggi dichiarata clinicamente morta. Ma che cosa ha spinto Claudio Campiti, questo è il nome dell’uomo che ha aperto il fuoco, a uccidere tentando di fare una strage dei comproprietari del comprensorio Valle Verde?

Quattro vite distrutte dalla follia, perché Campiti ha sparato

La dinamica di quanto accaduto domenica scorsa si sta chiarendo rapidamente. Claudio Campiti, 57 anni e un passato recente fatto di dissidi e querele con gli altri proprietari delle case del consorzio Valle Verde del Lago del Turano, avrebbe sottratto una Glock dal poligono di tiro di Tor di Quinto (zona Roma nord) insieme a circa 170 proiettili. Si preparava quindi a fare una vera e propria strage e in un suo blog ripeteva da tempo di volersi liberare di quei vicini di casa che secondo lui in realtà lo stavano vessando.

L’uomo viveva da tempo nella villetta mai finita all’interno del comprensorio: poche stanze chiuse in modo raffazzonato con il piano superiore della villetta rimasto uno scheletro di cemento armato. Tra le tre vittime che sono cadute subito sotto i colpi precisi di Campiti Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Nicoletta Golisano. Ma a questo bollettino occorre ora aggiungere anche il nome di Fabiana de Angelis, che era stata colpita alla testa prima che un altro dei condomini riuscisse a disarmare Campiti. De Angelis era ricoverata con una prognosi riservata e condizioni cliniche apparse subito gravissime presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma. Arriva ora da parte della direzione sanitaria dell’ospedale la notizia che le sue condizioni erano irreversibili e che quindi è stata dichiarata la morte cerebrale.

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Questa mattina si è svolto invece per Campiti alle 10 un incontro con i magistrati. Il primo dopo il fermo. I reati che vengono contestati al 57enne sono quadruplo omicidio volontario con in più l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi e un secondo reato per porto abusivo di armi. Campiti aveva infatti fatto richiesta per il porto d’armi ma dai controlli fatti erano emerse le denunce e le controdenunce tra lui e il consorzio Valle Verde e per questo gli era stato negato.

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