Tregua fiscale, come rottamare le cartelle esattoriali: scadenze

All’interno della Legge di Bilancio, che è la prima del governo guidato da Giorgia Meloni, c’è un provvedimento che riguarda la rottamazione di alcune cartelle esattoriali. Ecco che cosa dovete sapere

cartelle esattoriali
Calcolo tasse (foto Pexels)

Trovare un modo per recuperare tutto ciò che i cittadini non hanno voluto o non hanno potuto versare allo Stato è una delle attività di cui si occupa Agenzia delle Entrate che, nel corso dell’iter di riscossione, genera anche le cosiddette cartelle esattoriali.

Ma, come sottolineato anche da diversi rappresentanti del governo di centro-destra, esistono tutta una serie di cartelle la cui riscossione costerebbe più di quello che potrebbero portare nelle casse comuni. Ed è per questo che, all’interno della Manovra, è presente quella che da molti è considerata una mini sanatoria per una certa categoria di debiti. Qualcuno la chiama tregua fiscale. Sta di fatto che se i vostri debiti con lo Stato rientrano in alcuni parametri specifici sia di tempo sia di volume potete tirare un sospiro di sollievo perché verranno cancellati.

Come funziona la rottamazione delle cartelle esattoriali del governo Meloni?

cartelle esattoriali
Calcolo tasse (foto Pexels)

Nei documenti che compongono la Legge di Bilancio 2023 c’è anche qualcosa che riguarda le cartelle esattoriali. Non si tratta, come sottolineato anche dal viceministro dell’economia Maurizio Leo, di una specie di condono ma di un modo pragmatico di vedere le cose: dati alla mano, è impossibile recuperare tutte le somme dovute dai cittadini. E in alcuni casi, come nei casi delle cartelle fino a 1000 euro, le spese legali e accessorie per portare avanti la riscossione superano il valore stesso delle cartelle.

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Per tutte queste mini cartelle è quindi stata prevista una rottamazione a partire dal prossimo 31 gennaio 2023. A rientrare tra le cartelle che potranno essere cancellate sono quelle fino a 1000 euro comprese tra le date 1 gennaio 2000 e 31 dicembre 2015. Per le cartelle sopra i 1000 euro e per quelle cartelle che risalgono a una data posteriore al 31 dicembre 2015, il pagamento sarà invece dovuto per intero ma, nel solo caso di cartelle sopra i 1000 euro, verrà applicata una sanzione del 3% mentre per tutti ci sarà la possibilità di una dilazione nell’arco di 5 anni.

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La stessa sanzione del 3% e la rateizzazione a 5 anni vale anche per chi ha presentato già la dichiarazione dei redditi del 2021 e si trova impossibilitato a pagare le tasse. Un discorso diverso riguarda invece quelle cartelle che ancora non ci sono trasformate in un vero e proprio contenzioso con Agenzia delle Entrate ma solo in un avviso bonario. Per chi ha ricevuto questo genere di comunicazione riguardo i redditi per gli anni 2019 e 2020 la sanzione è al 3% ma la possibilità di rateizzazione passa a soli due anni. Rimane invece a 5 anni ma con una sanzione del 5%, per tutti quei contenziosi che non si sono in realtà ancora trasformati in cartelle esattoriali vere e proprie ma per le quali è già scaduto comunque il pagamento.

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