Prezzi benzina già più cari, ma non fatevi imbrogliare

Il primo gennaio è stato per tanti automobilisti un momento difficile con gli aumenti dei prezzi al litro per benzina e gasolio. Ma il governo promette più controlli

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Pompa di benzina (foto adobe – italnews24.it)

Da quando è iniziata a circolare quella che poi sarebbe diventata la borsa definitiva della Manovra è risultato evidente come fosse stata decisione del governo guidato da Giorgia Meloni la non prosecuzione sulla strada intrapresa dal governo precedente per quello che riguardava i prezzi dei carburanti. Il governo Draghi aveva infatti temporaneamente tagliato parte delle accise sui carburanti portando così a una diminuzione del prezzo alla pompa.

Il governo attuale non ha prorogato questa misura e di conseguenza si stanno verificando tutta una serie di aumenti, iniziati in realtà già poco prima del Capodanno. In media gli aumenti sono arrivati a circa 20 centesimi al litro. Le associazioni dei consumatori come Assoutenti e Codacons lanciano l’allarme mentre il governo ha promesso un controllo più puntuale e capillare sui distributori che dovessero non essere onesti.

Benzina e diesel più cari ma anche più controlli

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Pompa di benzina (foto adobe – italnews24.it)

Il 2023 sarà di certo un anno ancora piuttosto complicato. La situazione economica dettata dalla crisi energetica a sua volta scatenatasi per la guerra in Ucraina continua infatti ad avere effetti importanti su tutto ciò che viene comprato e venduto. Parte degli aumenti erano però stati ammortizzati. almeno per quello che riguardava i carburanti, con la decisione presa dal governo Draghi di tagliare in parte le accise che si aggiungono al prezzo al litro dei vari carburanti.

Una misura che il governo guidato da Giorgia Meloni non ha proseguito. Di conseguenza a partire dal primo gennaio, ma in diversi casi anche già dal 31 dicembre, i prezzi alla pompa sono aumentati e in media proprio di quei 20 centesimi che erano l’ultimo sconto che ancora permaneva. Una decisione che è stata presa anche per poter portare avanti altre misure di sostegno ai redditi più bassi ma che rischia di avere conseguenze su una fascia di famiglie e cittadini molto ampia. E per questo motivo che diverse associazioni dei consumatori tra cui Assoutenti e Codacons criticano apertamente questa decisione del governo.

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Uno degli effetti dell’aumento della benzina che si era registrato prima dell’intervento del governo Draghi è stato infatti un aumento generalizzato dei prodotti al dettaglio a causa dei rincari nei costi di trasporto fatti ricadere sugli utenti finali. Per Codacons, in particolare gli aumenti che riguardano il settore dei trasporti sul 2023 rispetto al 2022 sono di circa 490 euro, cui si possono aggiungere anche i 507 euro calcolati di aumento medio per gli alimentari. Da parte del governo e soprattutto del Ministero dello Sviluppo Economico è stato però attivato un portale apposito per controllare che i gestori delle pompe di benzina applichino effettivamente i prezzi dichiarati. Sul portale è possibile anche ricercare le pompe di benzina per zona in modo da poter trovare quelli più convenienti.

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