Pensioni minime, Pos, mutui: presentata la legge di bilancio, le novità

Dopo un lungo balletto di indiscrezioni il ministro Giorgetti, incaricato del dicastero dell’economia, ha presentato ufficialmente gli emendamenti alla Legge di Bilancio. Novità per quello che riguarda pensioni e POS

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Pensioni (foto Adobe)

La prima Manovra firmata dal governo guidato da Giorgia Meloni doveva correre contro il tempo per riuscire ad essere approvata entro la fine di quest’anno e scongiurare così il pericolo dell’esercizio provvisorio. Di tutta la mole di emendamenti che erano stati presentati solo alcuni sono stati ora accettati e a parlare di questi cambiamenti è stato lo stesso ministro dell’economia Giorgetti.

Nello specifico sono state accolte, almeno in parte, le richieste delle altre componenti oltre a Fratelli d’Italia della coalizione di centro-destra che governa ora il nostro Paese. In particolare Forza Italia può dirsi soddisfatta del passo avanti fatto sulle pensioni. Ecco che cosa non è stato accettato e cosa invece è ufficialmente entrato nella Legge di Bilancio.

Legge di Bilancio, la novità a tempo per le pensioni

La Manovra 2023 rimarrà forse oggetto di discussioni a lungo anche dopo la sua approvazione. Nel grande calderone degli emendamenti che sono stati accettati ce ne sono alcuni che porteranno grande soddisfazione ad almeno una parte della coalizione di centro-destra. È per esempio il caso delle pensioni minime. Con un riassestamento del reddito di cittadinanza, ridotto di una mensilità e passato quindi da 8 mesi a 7 mesi per il 2023, è stato previsto un innalzamento delle pensioni minime a 600 euro per chi ha più di 75 anni.

Vale la pena comunque sottolineare che si tratta di un innalzamento temporaneo che probabilmente per diventare stabile avrà bisogno di trovare altre coperture. Un’altra novità è quella che riguarda il limite per il pagamento con il POS sotto il quale non era prevista una sanzione. Seguendo anche le indicazioni che venivano da Bruxelles, questo fa sapere il ministro dell’economia, l’emendamento che inseriva una soglia a 60 euro per i commercianti è stato eliminato.

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Come pure è stato eliminato l’innalzamento da 2 mila euro a 5 mila euro per le transazioni con denaro contante. Per ciò che riguarda i pagamenti con il POS Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come tutto l’esecutivo si impegnerà a trovare un altro modo per aiutare i commercianti a gestire le famose commissioni per le transazioni con la valuta digitale che sembrano essere il problema più grande per tanti negozianti.

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