Sciopero benzinai, dove si potrebbe restare senza carburante

Per chi si trova a dover fare rifornimento in questi giorni potrebbe risultare particolarmente difficile trovare benzina a causa dello sciopero dei benzinai. Ecco dove si rischia di rimanere a piedi

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Pompa di benzina (foto Unsplash)

Da parte di una serie di sigle che raccolgono alcuni distributori arriva la comunicazione di avere indetto uno sciopero che si protrarrà fino alle ore 22:00 di venerdì 16 dicembre e che coinvolge le stazioni di servizio e di rifornimento che si trovano in specifiche aree del Paese.

Secondo il comunicato pubblicato anche sul blog di Confesercenti viene chiarito il motivo di questa agitazione: degrado delle aree di servizio in autostrada con prezzi completamente fuori mercato e, sempre secondo quanto riportato nel comunicato, la causa sono le politiche cervellotiche che dal 1998 vengono utilizzate per le privatizzazioni.

Sciopero dei benzinai, ecco perché in autostrada potresti non poter fare il pieno

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Pompa di benzina (foto Unsplash)

Come riporta il comunicato di Confesercenti si è reso necessario organizzare questo sciopero che andrà avanti fino alle ore 22:00 di venerdì 16 dicembre. Al centro c’è la “situazione insostenibile” lamentata da tutte le associazioni di categoria. Ma a far traboccare il vaso è la bozza di decreto interministeriale “Proprio in questi giorni circola ancora una “bozza” di Decreto Interministeriale che ha il solo scopo di perpetuare le condizione di privilegio acquisite dalle società concessionarie (private) a scapito dell’interesse degli automobilisti (anche professionali) costretti a pagare pedaggi capestro, carburanti più cari ed un panino come se fosse acquistato nel centro di Tokyo”.

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Sempre nel comunicato si sottolinea come la situazione in cui ora versano le stazioni di servizio autostradali con prezzi abnormi ma standard qualitativi inesistenti sia frutto di 25 anni in cui alle concessionarie cui è stata affidata la gestione delle autostrade e delle stazioni di servizio hanno potuto disporre a loro piacimento e senza alcun controllo concreto dell’Amministrazione (che pure ne avrebbe l’obbligo di legge) un bene regolato dalla “Concessione” ed utilizzato, ai soli fini di lucro, come se fosse una “cosa privata”, a danno dell’intero sistema dei trasporti su gomma (che rappresentano l’80% del movimento delle merci)“.

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Il problema è quindi quello delle privatizzazioni che anziché portare a un miglioramento dei servizi hanno, questo è quello che lamentano le sigle delle piccole società di gestione delle stazioni di servizio in autostrada, reso ancora peggiore il servizio.

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